Cambiamenti diffuse ecografiche della prostata

Il Mio Medico - Prostata: quali esami fare?

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Recommend Documents. Garnick e William R. Fair a qualche anno, negli Stati Uniti, la percentuale di decessi per tumore della prostata sta subendo un declino; tuttavia questa malattia miete ancora troppe vite.

Si stima che nel solo abbia colpito uomini, e si rivelerà fatale per 39 di essi, risultando la seconda causa di morte per cancro fra gli uomini, dopo i tumori ai polmoni.

Non c'è ancora una soluzione ideale per ogni paziente, ma diverse recenti scoperte meritano di essere menzionate. Alcune di queste riguardano un fastidioso difetto nell'unico test analitico non invasivo per diagnosticare un tumore prostatico microscopico, la forma più suscettibile di cure. Il test misura i livelli ematici dell'antigene prostatico specifico PSAuna proteina rilasciata dalle cellule prostatiche.

Questa sostanza viene secreta sia dalle cellule normali sia da quelle tumorali, ma in presenza di un cambiamenti diffuse ecografiche della prostata il suo livello ematico spesso aumenta. Spesso i semi cambiamenti diffuse ecografiche della prostata distribuivano irregolarmente, non riuscendo a trattare alcune regioni della ghiandola.

Oggi, con l'uso di guide e tecniche ecografiche a ultrasuoni che danno un'immagine in tempo reale della prostata, è cambiamenti diffuse ecografiche della prostata ottenere una distribuzione più uniforme e una più elevata percentuale di successi.

L'altro principale test diagnostico, l'esame digito-rettale, è in grado di individuare solo tumori di massa macroscopica. Durante quest'indagine, il medico inserisce un dito nel retto e, attraverso la sua parete, palpa la prostata per sentire se vi siano regioni ispessite o noduli.

Purtroppo, il test del PSA non è particolarmente cambiamenti diffuse ecografiche della prostata. Ben il 25 per cento degli uomini con un tumore, infatti, possiede livelli di PSA normali, solitamente definiti come uguali o inferiori a 4 nanogrammi di proteina per millilitro di sangue. Inoltre, più della metà degli individui con alti livelli di PSA sono, in realtà, sani. Prima di esaminare le possibilità per minimizzare questo tasso di errore, va detto che l'uso del test PSA su vasta scala è stato per lungo tempo, ed è ancora, assai controverso si veda l'articolo I dilemmi posti dal cancro della prostata di Marc B.

Alcuni medici, soprattutto europei, mettono in discussione la necessità di identificare tumori prostatici microscopici, che si sviluppano dopo che una cellula prostatica, in origine sana, diventa insensibile agli abituali segnali che controllano la proliferazione e la migrazione cellulare.

I tumori microscopici, puntualizzano, spesso si sviluppano troppo lentamente per causare sintomi nell'arco della vita di un uomo, o per intaccarne la durata. Di conseguenza, si possono causare più danni che benefici sottoponendo un gran numero di uomini al test del PSA, praticando ulteriori analisi ecografie o biopsie in caso di valori elevati e, infine, qualora venga individuato un punto maligno nascosto, sottoponendo il paziente agli effetti collaterali della terapia. Inoltre, nessun medico è attualmente in grado di distinguere fra i tumori microscopici che diverranno letali e quelli che non lo diverranno; dunque, negare una terapia a uomini con tale tipo di cancro significherebbe condannare un non meglio identificato gruppo di loro a morte prematura.

Cambiamenti diffuse ecografiche della prostata il rilevamento Anche i sostenitori del test del PSA sono poco soddisfatti dalla sua scarsa specificità.

È possibile distinguere più accuratamente i pazienti con tumore dai soggetti sani basandosi su una scala di valori di PSA variabile, con limiti superiori di normalità bassi, ma che diventano via via più elevati con l'età si veda il grafico a pagina Questo metodo si basa sul fatto che la concentrazione di PSA tende comunque a impennarsi, durante l'invecchiamento, anche in assenza di tumore alla prostata.

Idealmente, questa scala variabile dovrebbe abbassare la soglia del sospetto per uomini fra i 40 e i 50 anni, nei quali il cancro alla prostata tende a essere più aggressivo, mentre dovrebbe risparmiare esami non necessari a un numero maggiore di uomini fra i 60 e i 70 anni.

Alcuni medici, tuttavia, temono che con questa scala possano sfuggire casi maligni nelle fasce di età più elevate. Assieme all'età del paziente, per decidere se questi possa o meno avere un cancro alla prostata, si possono misurare, mediante analisi del sangue, i valori relativi delle molecole di PSA libero quelle non legate con altre proteine e di PSA legato. Durante la formazione di un tumore anche altre molecole presenti in circolo possono subire cambiamenti, nella struttura o nella quantità, che possono essere sfruttati per mettere a punto test di screening.

Alcuni di questi possono addirittura identificare soggetti che, pur non avendo ancora un tumore alla prostata, verosimilmente prima o poi lo svilupperanno. I patologi hanno identificato un segnale di rischio di tumore piuttosto diverso, rilevabile solo se al test del PSA ha fatto seguito una biopsia, o se per altre ragioni è stato asportato il tessuto prostatico. Questo viene sempre esaminato al microscopio per verificare l'eventuale presenza di un tumore, segnalata dalla presenza di cellule dalla forma alterata o fuse tra loro, e da un'adesività più lassa o disorganizzata.

A volte, esaminando i vetrini non si trova un cancro vero e proprio, ma aree con anormalità meno drammatiche, come quelle tipiche della neoplasia prostatica intraepiteliale PIN di grado elevato.

Non è ancora chiaro se la PIN di grado elevato sia l'anticamera del cancro alla prostata o un sintomo casualmente concomitante, ma è certo che segnala un possibile cancro della cambiamenti diffuse ecografiche della prostata in fase di sviluppo, o addirittura già presente in qualche angolo della ghiandola.

Infatti, nel giro di 5 anni il cancro si manifesta nella metà circa dei pazienti con PIN che si sottopongono a biopsie successive.

I genetisti, a loro volta, stanno cercando di individuare indicatori che segnalino l'aumentata propensione a sviluppare questo tipo di tumore. I fratelli e i figli di donne con cancro al seno, o portatrici di una forma mutata del gene BR Cambiamenti diffuse ecografiche della prostata che è stato associato al cancro del senohanno in qualche modo un rischio elevato. In più, ereditare una forma mutata del gene HPC1 Human Prostate Cancer 1 sembra contribuire all'insorgere di alcune forme di cancro prostatico.

Test genetici di screening per la suscettibilità al cancro prostatico, tuttavia, non sono ancora stati messi a punto. La prostata e gli organi adiacenti Vescichetta seminale Vescica Prostata Vescica Uretere Retto Uretra Dotto eiaculatorio Prostata Nervi e vasi sanguigni coinvolti nell'erezione Testicolo La ghiandola prostatica in gialloche contribuisce a mantenere la vitalità dello sperma e partecipa alla produzione del liquido seminale, è situata vicino a organi coinvolti nell'attività della vescica, dell'intestino e nelle funzioni sessuali.

Quando si sviluppa un tumore alla prostata, spesso questo preme sulla vescica o sull'uretra causando disturbi alla minzione in termini di frequenza e urgenza. Le terapie a carico della prostata possono coinvolgere similmente anche i tessuti circostanti, provocando incontinenza, infiammazione t ettale, impotenza o altri effetti.

Se, alla fine, si scopre di avere un cancro alla prostata, i medici ne determineranno lo stadio di sviluppo, la cui stima rappresenta un parametro critico, perché a esso è legato il tipo di terapia da seguire. I metodi diagnostici esistenti spesso tracciano un quadro poco preciso della progressione del tumore, ma nuove metodiche forse risolveranno il problema.

Il valore di tali metodiche diviene più evidente una volta chiarita la logica che lega lo stadio di progressione al tipo di terapia. T2 si riferisce a tumori palpabili, ma ancora completamente delimitati all'interno della ghiandola. I tumori allo stadio T3 sono fuoriusciti dalla ghiandola nel tessuto connettivo circostante, o hanno invaso le vescichette seminali. I tumori allo stadio T4 si sono diffusi ancora più estesamente.

Questo sistema cambiamenti diffuse ecografiche della prostata anche se il cancro ha sviluppato metastasi nei linfonodi pelvici N o oltre M. Le metastasi sono tumori che si originano quando le cellule cancerose si distaccano dal tumore originario e, attraverso il sangue o il sistema linfatico, giungono in altre sedi anatomiche dove iniziano a proliferare.

In linea di massima, un tumore prostatico allo cambiamenti diffuse ecografiche della prostata T1 o T2 dovrebbe essere curabile con l'ablazione chirurgica della ghiandola. Tale terapia mira a bloccare la produzione cambiamenti diffuse ecografiche della prostata androgeni da parte dell'organismo, a bloccarne l'azione sulle cellule prostatiche, o entrambe le cose.

In assenza di stimolazione androgenica, le cellule maligne della prostata spesso muoiono. La chirurgia è ancora considerata la zione chirurgica, i patologi esascelta d'elezione per curare il Una scala scivolosa minano i tessuti rimossi durantumore confinato alla prosta ,5 te la prostatectomia, inclusa ta, avendo mostrato in studi di una porzione circostante la lunga durata di consentire un ghiandola, alcuni linfonodi e le maggior tempo di sopravvi,5 vescichette seminali.

Cellule venza. Trattamento camente classificati fra quelli possono indicare se un uomo sia a rischio di sviluppare d'elezione diventa quindi la racon tumore circoscritto, cambiamenti diffuse ecografiche della prostata un un tumore della prostata e necessiti di test diagnostici. Comunque, i medici stanno ancora stadio avanzato possono venir ti da un intervento chirurgico discutendo su quale sia il valore di rischio. E le speranze diminuiperà in seguito una recidiva del tumolire l'aggressività del tumore.

Un elescono cambiamenti diffuse ecografiche della prostata le masse tumorali sono re, causata da cellule cancerose residue vato grado di disorganizzazione cellumolto più grandi; i tumori estesi sono nella prostata o vicino a essa, o da melare e tissutale, indicato da un puntegspesso resistenti agli effetti delle radiatastasi microscopiche che non erano gio di Gleason elevato, indica uno svizioni e dei farmaci.

Spesso il primo segnale e il rischio che abbia già metastatizzaun'elevata percentuale di questi tumori di cambiamenti diffuse ecografiche della prostata è un aumento del livello del to.

Quando un tuNuove strurnentazioni, in grado di Poiché di solito un cancro prostatico si more è chiaramente diffuso, o sembra fornire più immagini con maggiore diffonde all'inizio ai linfonodi pelvici, altamente probabile che lo sia, lo scocontenuto informativo sul tumore prispesso la ricerca coinvolge l'analisi mipo di medici cambiamenti diffuse ecografiche della prostata pazienti passa dalla guamario, stanno incominciando a microscopica di tessuto prelevato da tali rigione al prolungamento della vita e gliorare l'accuratezza della diagnosi nodi.

Le immagini di tomografia comall'alleviamento dei sintomi. Siccome clinica. Nella maggior parte dei paputerizzata TC possono anche rivele terapie ormonali riducono il volume zienti, né la tomografia, né le normali lare macroscopiche anormalità, indice del tumore, da tempo sono diventate tecniche ecografiche possono dare un di metastasi ai linfonodi pelvici o adun elemento portante di questa stratequadro esatto di un tumore o della dominali.

Con questa tecnica, un fagia. Anche la radioterapia e la chemiosua diffusione al di là della cambiamenti diffuse ecografiche della prostata scio rotante di raggi X produce sezioni terapia farmaci non ormonali possotrasversali di una determinata regione prostatica.

Una tecnica sperimentale a no talora venire impiegate per alleviare del corpo. Poiché il tumore alla proultrasuoni promettente riesce a utilizi disagi. Capire a che punto sia arrivazare cambiamenti diffuse ecografiche della prostata dello spettro del segnale.

Per quanto riguarda la chirurgia re usuali, il nuovo strumento rileva e le radiazioni, le complicazioni possoClassificazioni più accurate tutto cambiamenti diffuse ecografiche della prostata spettro degli echi sonori. Queno includere danni al tratto urinario e Nonostante i medici facciano del losti segnali, inviati a un calcolatore, ai nervi coinvolti nell'erezione, con ro meglio, i pazienti vengono inizialgrazie a un sofisticato programma di conseguenti incontinenza e impotenza.

Con la palpazione e l'osservaL'errore affligge, in misura molto MRI. Gli apparecchi per MRI creazione si verificano il volume e la posiminore, anche la classificazione chino un campo magnetico intorno al pazione tumorale. Analizzando al microziente, per produrre sezioni longitudirurgica o patologica. Tuttavia, né ecografie né MRI possono rivelare microscopiche masse diffuse. Per esempio, la tabella suggerisce che circa 1'80 per cento dei pazienti che si ritengono affetti da un tumore piccolo ma palpabile T2acon bassi livelli di PSA 4 nanogrammi per millilitro o meno e il punteggio di Gleason più basso possibile ha, in effetti, un tumore circoscritto.

Inoltre, nessuno di questi pazienti mostra segni visibili di metastasi nei cambiamenti diffuse ecografiche della prostata scelti per la biopsia.

In questi casi, quindi, l'intervento chirurgico sarebbe una scelta valida, e con buone prospettive di guarigione. Al contrario, solo il 5 per cento circa dei pazienti con un tumore allo stesso stadio clinico, ma con livelli di PSA superiori a 20 e il massimo punteggio di Gleason da 8 a 10 ha un tumore circoscritto all'organo, e più del 20 per cento ha probabilmente metastasi ai linfonodi.

Per la maggior parte dei pazienti in questa categoria, dunque, la chirurgia da sola probabilmente non risolverebbe il problema, e andrebbero prese in considerazione altre possibilità, cambiamenti diffuse ecografiche della prostata una combinazione di radioterapia localizzata e terapia ormonale sistemica.

Altri approcci per chiarire l'effettivo stadio di un tumore mirano a determinare nuovi indicatori dell'aggressività tumorale, ovvero del tasso di crescita del tumore e del suo potenziale metastatico. Prima di un trattamento, questi test possono essere di aiuto per stabilire quali pazienti necessitino cambiamenti diffuse ecografiche della prostata una terapia tempestiva, e possibilmente sistemica. Nuove valutazioni sull'aggressività Tornando alla matematica, i ricercatori hanno riesaminato il tasso di sopravvivenza nell'arco di 15 anni di più di pazienti che avevano punteggi di Gleason simili all'atto della diagnosi e un tumore apparentemente confinato.

I risultati pubblicati da Peter C. I soggetti a metà strada rappresentano ancora un dilemma; se non si sottopongono ad alcun tipo di terapia, quelli con punteggio di Gleason pari a 5, 6 e 7 hanno, nell'arco di 15 anni, un rischio di morte per cancro alla prostata rispettivamente del per cento, per cento e per cento.

Se queste caratteristiche compaiono in tessuti provenienti da biopsie, il cancro potrebbe essere di quelli a crescita rapida, incline a produrre metastasi. Un test sperimentale individua le copie mutate del gene p53, che nella forma normale si comporta da oncosoppressore.

Parto et al. Nessun dato disponibile Cambiamenti diffuse ecografiche della prostata probabilità che il tumore sia stato accuratamente classificato dall'esame clinico si calcola esaminando i dati relativi a soggetti analizzati prima e dopo l'intervento. Sono qui mostrati alcuni di questi dati, ripartendo i pazienti in base al punteggio di Gleason punti coloratiun indicatore dell'aggressività tumorale.

Per un paziente cui sia stato diagnosticato un tumore confinato, le probabilità di avere una massa circoscritta all'organo grafico cambiamenti diffuse ecografiche della prostata sinistranon ancora diffusa ai linfonodi pelvici grafico a destradiminuiscono all'aumentare dello stadio clinico, dei livelli di PSA e del punteggio di Gleason.

Quindi, la scoperta di cambiamenti diffuse ecografiche della prostata aberranti di questo gene in campioni bioptici provenienti dal tumore primario o dalla ghiandola asportata significa che difficilmente il tumore rimarrà silente, anche se si trova ancora a uno stadio microscopico e abbastanza ben differenziato. Altre alterazioni molecolari considerate indicatori di aggressività: l'aumento della concentrazione delle proteine Bc o Bc e la comparsa dell'enzima telomerasi; queste molecole sembrano aiutare le cellule tumorali a vivere più a lungo di quanto dovrebbero.

Lo studio delle molecole collegate al cancro sta anche producendo nuove idee per l'identificazione delle metastasi. Una via promettente coinvolge alcuni marcatori molecolari di solito anticorpi marcati radioattivamente che, circolando nel corpo, individuano e si legano a cellule prostatiche in tessuti non prostatici. Le cellule prostatiche normali non possono infatti so- pravvivere al di fuori del loro ambiente naturale; la loro presenza in altre sedi indica, dunque, che quelle cellule sono tumorali e che potrebbero già essere riuscite a formare una metastasi.

Un test che utilizza un anticorpo in grado di riconoscere una proteina detta antigene di membrana specifico della prostata è già in uso, e altri sono in corso di sperimentazione.

Rendere più efficace una terapia Al pari dei metodi di individuazione di classificazione, anche le terapie evolvono. La radioterapia classica viene somministrata dall'esterno, con un acceleratore lineare che ruota attorno al paziente, irradiando la prostata da.

La rotazione ha lo scopo di limitare la quantità di radiazione che colpisce i tessuti circostanti, consentendo allo stesso tempo di raggiungere una dose elevata nel tumore il tessuto normale immediatamente lie LE SCIENZE n. In un recente studio, nel quale i pazienti sono stati seguiti per 5 anni, questa metodica si è rivelata altrettanto efficace della prostatectomia nel caso di tumori relativamente piccoli localizzati alla sola prostata.