Ciò che la distrofia della prostata

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Ultimo aggiornamento: 17 dicembre La terapia ormonale è in genere ben tollerata e provoca effetti collaterali gravi solo in rari casi. Si discute ancora dell'opportunità di utilizzarla come terapia preventiva in persone sane ma ad alto rischio per prevenire la comparsa del tumore farmaco-prevenzione.

Se invece il tumore non presenta questi recettori è quindi detto "negativo" per questi due fattori la terapia ormonale non è indicata. La scelta del tipo di trattamento da adottare nei singoli casi, oltre che dal grado di avanzamento della malattia, dipende dal fatto che la donna sia già entrata o meno in menopausa. Nella scelta del tipo di trattamento incidono anche l'età della donna e il suo desiderio di poter eventualmente avere dei figli dopo le cure.

Alcuni gruppi sostenuti da AIRC stanno studiando anche altri approcci per risolvere questo problema. Il tamoxifene e il raloxifene, in particolare, si sono dimostrati efficaci a questo riguardo, ma non tutti sono d'accordo che i ciò che la distrofia della prostata effetti collaterali ne controbilancino i benefici. I medici valutano nei singoli casi, sulla base di diversi ciò che la distrofia della prostata, quale approccio seguire, quale farmaco usare o quando sostituirne l'uno all'altro, per esempio se si osserva una scarsa risposta da parte del tumore.

È importante attenersi alla dose di farmaco prescritta dall'oncologo e alle istruzioni su quando prenderlo in relazione ai pasti, perché il fatto di avere lo stomaco vuoto o pieno cambia in maniera sostanziale l'assorbimento del medicinale.

Nei tumori in fase avanzata nelle donne più giovaniper rallentare l'andamento della malattia occorre bloccare completamente l'attività delle ovaie ablazione ovaricainducendo in pratica la menopausa.

Una delle caratteristiche fondamentali della terapia ormonale, che consente di utilizzarla per molti anni, è la sua sicurezza. Gli effetti collaterali che provoca, infatti, per quanto fastidiosi possano essere, raramente sono gravi. Richiamano quindi i disturbi tipici della menopausa.

Altri fenomeni sono invece caratteristici o più frequenti con l'uno o con l'altro farmaco e i medici ne tengono ciò che la distrofia della prostata in relazione alle caratteristiche della singola paziente. Ci sono diversi possibili approcci al trattamento di un tumore al seno sensibile all'azione degli ormoni.

Talvolta vengono prescritti anche a quelle più giovani, dopo alcuni anni di trattamento con il tamoxifene. Si usano in genere dopo l'intervento per impedire recidive, ma in alcuni casi sono ciò che la distrofia della prostata anche prima dell'operazione, ciò che la distrofia della prostata ridurre il volume della massa da asportare, oppure nelle fasi più avanzate della malattia. Gli effetti collaterali degli inibitori delle aromatasi possono essere di entità variabile da persona a persona e, nella stessa donna, in diverse fasi del trattamento.

Oltre agli effetti da carenza di estrogeni comuni alle altre forme di terapia ormonale, con questi medicinali, in una percentuale inferiore a una donna su dieci, si possono verificare anche:. Il tamoxifene è usato da più di trent'anni per contrastare la crescita dei tumori al seno con recettori ormonali sulle loro cellule.

Dati recenti hanno dimostrato che l'effetto protettivo di questa cura si protrae a lungo. Per le donne che l'hanno seguita regolarmente per cinque anni il rischio di morire di tumore al seno nei 15 anni successivi è inferiore di un terzo rispetto alle donne che non si sono sottoposte al trattamento.

Altre ricerche suggeriscono che un ulteriore vantaggio si possa ottenere sostituendo a questo farmaco, dopo due o tre ciò che la distrofia della prostata, un inibitore delle aromatasi, ma devono ancora essere bene soppesati rischi e benefici di questa scelta.

Il tamoxifene è usato nelle donne prima della menopausa o in quelle che l'hanno già superata ma che, per varie ragioni, non possono prendere gli inibitori delle aromatasi. La condizione per l'uso di questo prodotto è comunque sempre la presenza sulla superficie delle cellule tumorali dei recettori ormonali, non necessariamente quelli per gli estrogeni ma anche quelli per il progesterone.

Il farmaco va preso regolarmente per bocca, una volta al giorno, possibilmente sempre alla stessa ora, avendo cura che non sia a portata dei bambini. Non bisogna mai interromperne l'uso o modificarne la dose di propria iniziativa senza consultare il proprio specialista. Smettere la cura prima del tempo rischia di vanificare l'effetto protettivo del tamoxifene nei confronti di un possibile ritorno della malattia.

Al medico va inoltre segnalato l'uso contemporaneo di altri medicinali: alcuni tipi di antidepressivi e di farmaci per lo stomaco o per il cuore possono infatti interferire con la sua azione riducendone l'efficacia. È importante sottolineare inoltre che anche quando i cicli mestruali sono interrotti per effetto della cura ormonale è possibile che si instauri una gravidanza. In particolare:. La loro somministrazione avviene in genere sotto forma di iniezione sottocutanea o intramuscolare.

È importante rispettare la scadenza di questi appuntamenti: uno scarto di pochi giorni non produce gravi conseguenze, ma se si ritarda ulteriormente c'è il rischio che il livello degli ormoni ricominci a ciò che la distrofia della prostata.

Una volta sospesa la cura, cioè, l'ovaio torna a funzionare, anche se nelle donne più vicine alla menopausa questo non sempre si verifica. In quest'ultimo caso occorre anche accertarsi che non ci sia una gravidanza in atto prima di iniziare la cura.

Quando la malattia ha localizzazioni ossee i dolori che provoca a questo livello possono aumentare: per questo la cura negli uomini in trattamento per il tumore della prostata è inizialmente accompagnata dalla somministrazione associata di antiandrogeni. Il fenomeno non si verifica invece con gli inibitori del ciò che la distrofia della prostata di rilascio delle gonadotropine.

Il goserelin viene somministrato ogni 28 giorni con iniezioni sottocutanee sull'addome, da dove il farmaco viene assorbito gradualmente dall'organismo.

Il trattamento blocca l'attività delle ovaie nelle donne trattate per tumore al seno e dei testicoli negli uomini con tumore della prostata. Viene somministrata per iniezione intramuscolare, di solito nei glutei, o sottocutanea, nell'addome, ogni 4, 12 o 26 settimane. Un gruppo di ricercatori italiani guidati da Lucia Del Mastro dell'Istituto tumori di Genova ha pubblicato su un'importante rivista scientifica uno studio che propone un nuovo uso di questo farmaco: somministrato prima e durante la chemioterapia sembra ridurre notevolmente il rischio che le cure provochino una menopausa precoce nelle donne trattate.

La leuprolide viene somministrata con iniezioni sottocutanee sull'addome, sul braccio o sulla gamba ogni quattro settimane oppure ogni tre mesi. Il buserelin viene somministrato con iniezioni sottocutanee sull'addome, sul braccio o sulla gamba tre volte al giorno per i primi sette giorni.

Se per un raffreddore si usa un decongestionante nasale, è bene aspettare mezz'ora prima della cura ormonale. In relazione alle caratteristiche della paziente e della risposta del tumore al seno alla terapia i medici possono anche ricorrere ad altri tipi di farmaci di tipo ormonale:. Il farmaco viene somministrato sotto forma di iniezioni intramuscolari e provoca in genere pochi effetti collaterali, ma la sua superiorità rispetto ai prodotti utilizzati da molti anni deve ancora essere dimostrata.

Il testosterone prodotto dai testicoli maschili stimola la crescita del tumore della prostata. La maggior parte delle cellule tumorali risponde a questa privazione, tuttavia alcune proliferano indipendentemente dalla stimolazione ormonale e non rispondono alla cura. Il trattamento ormonale è comunque un'arma preziosa per ridurre il rischio che la malattia in fase iniziale si ripresenti dopo il trattamento e per ridurre i sintomi di quella avanzata ciò che la distrofia della prostata o fermando la crescita delle cellule.

In questi casi gli ormoni riescono in genere ciò che la distrofia della prostata tenerla a bada per diversi anni prima che il tumore smetta di rispondere alla cura.

In alcuni casi, per esempio quando la malattia è troppo estesa o diffusa per essere trattata efficacemente con l'intervento chirurgico o la radioterapia, i medici ciò che la distrofia della prostata decidere di optare per la sola terapia ormonale. La terapia androgeno soppressiva viene inoltre utilizzata laddove si presenti una recidiva della malattia dopo un trattamento loco regionale chirurgico o radioterapico.

Il testosterone stimola la replicazione delle cellule tumorali della prostata legandosi a specifici recettori che si trovano sulla superficie delle cellule stesse. Provocano meno disturbi di erezione, ma più dolore a livello mammario rispetto agli agonisti dell'LHRH. Possono essere associati ad altri medicinali nelle prime fasi di trattamento per ridurre l'effetto provocato dal temporaneo aumento della produzione di androgeni tumour flare o per tutta la sua durata, per potenziarne l'effetto blocco androgenico totale.

In altri casi invece si possono utilizzare da soli prima, ma più spesso dopo, l'eventuale intervento. È il farmaco di questa classe da più tempo sul mercato. Si assume sotto forma di compresse per bocca due o tre volte al giorno dopo i pasti, meglio se a intervalli regolari.

L'uso di questo farmaco, che si prende per bocca una sola volta al giorno, in aggiunta al trattamento chirurgico e radioterapico, sembra ridurre significativamente il rischio di progressione della malattia quando questa si è diffusa oltre la capsula che riveste la prostata o ha raggiunto i linfonodi più vicini.

Si prende per bocca tre volte al giorno. Di questa nuova classe di farmaci è stata introdotta sul mercato per ora una sola molecola, chiamata degarelix. Viene somministrata sotto forma di iniezioni sottocutanee nell'addome: due nel primo giorno di trattamento e poi una ogni mese. L' endometrioinfatti, come la ghiandola mammaria o l'ovaio, risponde ciclicamente all'azione degli ormoni sessuali femminili, estrogeni e progesterone, che nella donna in età fertile fanno proliferare e maturare ogni mese questo tessuto per predisporlo a un'eventuale gravidanza.

Ecco perché i medici possono prescriverli per ridurre il volume di grosse masse tumorali o per curare ciò che la distrofia della prostata malattia che si ripresenti in altre sedi dopo l'asportazione chirurgica dell'utero isterectomia. Diversamente dagli altri trattamenti ormonali, di cui si conosce bene il meccanismo, non è ancora chiaro come il medrossiprogesterone acetato agisca per controllare la crescita delle cellule tumorali, se lo faccia direttamente oppure modificando i livelli degli altri ormoni o interagendo con essi.

Il medrossiprogesterone acetato è un prodotto di sintesi analogo al progesterone presente in natura. Alcuni tumori dell'ovaio ciò che la distrofia della prostata recettori per gli estrogenima il ruolo della terapia ormonale in questi casi non è ancora stato ben definito.

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Affronta la malattia Come affrontare la malattia Guida agli esami Guida alle terapie Storie di speranza Dopo la cura. Cosa facciamo Come sosteniamo la ricerca Cosa finanziamo Come diffondiamo l'informazione scientifica. Traguardi raggiunti I bandi per i ricercatori. Ultimo aggiornamento: 17 dicembre Tempo di lettura: 23 minuti. Che cos'è la terapia ormonale dei tumori?

Nelle donne, in misura variabile a seconda dei diversi trattamenti, si possono avere: alterazioni o totale sospensione del ciclo mestruale; secchezza vaginale.