Se la temperatura della prostata da fare

Prostata ingrossata: una nuova terapia

Perché come il massaggio prostatico

Graziel'argomento mi tocca da vicino, visto che sono a ridosso dell'età "a partire da cui" Domanda: chi sono i pazienti a rischio? Quelli che hanno familiarità? Fondamentalmente il consiglio è di fare 1 prelievo a 50 anni più o meno e poi in base a quello regolarsi consigliandosi con il proprio medico. A causa di un incremento della minzione notturna e del fatto che mi alzavo alla mattina con qualche dolore sono andato dal medico il quale mi ha consigliato l-esame del psa.

Cura di prostanox che appena interrotta riporta la stessa sintomatologia. Nuovo esame stessi risultati. Esame rettale se la temperatura della prostata da fare ma urologo consiglia risonanza prostatica multiparametrica. IBM Watson mi risponde con un highly possibility of prostatic cancer, a questo se la temperatura della prostata da fare il medico mi propone una biopsia prostatica ecoguidata.

Il risultato è stato negativo nessuna presenza di cellule tumorali nei 12 prelievi. Ora mi è stato detto di rifare fra un anno il pSA e di valutare una nuova visita urologica solo se la temperatura della prostata da fare il valore del psa dovesse alzarsi. Mi sembra che ho fatto tutto solo per mettere al riparo l urologo da possibili contestazioni legali o sbaglio?

Ovviamente non posso rispondere sia perché questo non è un sito di consulenze on line sia perché non si possono conoscere i casi personali.

I medici possono tutelarsi legalmente ma spesso dimenticano che rischiano di più se esagerano con gli esami, le complicazioni sono dietro l'angolo. Grazie e complimenti per il lavoro di divulgazione, sempre più fondamentale con le bufale che girano ovunque, anche come ha fatto notare da parte di chi i medici NON dovrebbero farle circolare, anzi No, sono indipendenti.

A 50 anni è bene fare un primo controllo PSA, eco, esplorazione valutando poi con il medico e secondo i risultati e il rischio personale, come gestire i controlli futuri. Un altro esame di base è l'uroflussometria: il paziente urina in uno strumento, detto uroflussometro, che traccia su un diagramma la quantità di urine emesse nel tempo.

L'esame definitivo per accertare la natura del problema, se è necessario, è la biopsia. Se lo scopo è la diagnosi precoce vi basti sapere che esistono dati dell'istituto superiore di sanità già di u z decina d'anni fa presentati ad un congresso nazionale di oncologia medica a Milano che dicevano che 17 pazienti su 18 trattati non beneficiavano di alcuna modifica dell'aspettativa di vita OS.

Umana o veterinaria che sia! Spesso poi mi capita di vedere degli esami del sangue generali con dei valori fuori range che il curante che li ha richiesti sostiene non siano significativi Il problema grande di fare esami a manetta alla pds è, secondo me, proprio quello di andare a sospettare e indagare malattie dove non ci sono. Poi succede davvero che trovi un valore fuori misura nel paziente sano e devi giustificarlo in qualche modo All'inizio del testo si trova scritto "un aumento di pochi gradi non ha grande significato".

Probabilmente ci si riferisce ai "decimi di grado"? Qualcuno ricorda l'opera teatrale "Knock, ovvero il trionfo della medicina"? Avendo già passato i 50, tempo se la temperatura della prostata da fare chiedo al medico di base se fosse opportuna la colonscopia: "certo, valla a fare, perché il test del sangue occulto nelle feci non è significativo".

Ricordo quando mia madre, sofferente di artrite reumatoide, consultava 10 medici e le venivano date 15 opinioni diverse. È esattamente questo il problema. Troppe persone, medici compresi, ragionano con il "secondo me", seguendo le opinioni, le impressioni, a volte le credenze.

Il problema è che nessuno all'università spiegherà queste cose, a stento qualche professione accenna al metodo scientifico. Se i medici si attenessero scrupolosamente alle conoscenze scientifiche, alle linee guida, alla letteratura medica, non avremmo truffatori, omeopati, iper prescrittori e medici paurosi. E avremmo anche meno malati.

Si chiama "sorveglianza attiva", l'ho conosciuta facendo un tirocinio all'istituto tumori di Milano. Questa cosa mi ha abbastanza sorpreso: sai che c'è un tumore e sai dove sta, ma in certe condizioni è meglio non toccare nulla e aspettare piuttosto che intervenire. Non mi risulta che vi sia l'indicazione allo screening con PSA per tutti i 50enni. Le linee guida non sono del tutto concordi, ma mi risulta che la maggioranza delle linee guida sia per astenersi dallo screening in pazienti asintomatici senza familiarità dove hai trovato la stratificazione del rischio sulla base di un primo valore di PSA?

In ogni caso tutte le LG sono concordi nel raccomandare di informare i pazienti sui rischi e sui benefici, peraltro ottimamente riassunti dal grafico da te riportato. Per noi medici di famiglia è sempre più arduo combattere la deriva del controllarsi a tutti i costi, ma è nostro dovere, in primis deontologico, informare e favorire una medicina più slow, che è di maggior beneficio al paziente.

Linee guida della società europea di urologia se la temperatura della prostata da fare il linknell'immagine che ho postato se guardi nel gruppo dei pazienti da differenziare secondo il rischio c'è il valore di PSA considerato "cut off". Come urologo non posso che confermare quanto espresso dal DR. Di Grazia. Purtroppo quello dello screening per la neoplasia prostatica e' un treno inarrestabile nella cui caldaia viene messo carbone dagli urologi stessi.

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Grazie per la comprensione e Posso dirvi di no. E ve lo dico pure con sicurezza. Va esaminato il caso singolo insomma, uno per uno. Quasi ovvio. Questo è il lavoro del medico che non deve dirvi "controllate continuamente" ma "ogni tanto controlla, non si sa mai e poi mi farai sapere". Questo esempio lo faccio perché mi rendo conto che il concetto di " controllo meno per controllare meglio " è difficile da capire, controintuitivo, complesso. Credo che l'idea del controllarsi "continuamente" sia quasi culturale.

Siamo passati da un'era di completa assenza di controlli fino agli anni '60 esami e tecniche diagnostiche erano quasi primordiali ad una quella odierna, da almeno 20 anni a questa parte piena di esami, strapiena di possibilità diagnostiche, test per tutto e ospedali sotto casa.

Come spiegare quindi al paziente che il modo migliore di prevenire le malattie è fare i controlli " dovuti " e non " continui "? Un medico coscienzioso non riempie i pazienti di esami e cure, controlli e terapie vanno fatti solo se servono.

Altrimenti vivremmo da malati, saremmo costantemente sotto controllo, senza motivo. Questo potrebbe comportare maggiori spese, stress, esecuzione di esami inutili, a volte dolorosi e rischiosi, terapie inutili, dannose, persino letali. Già in passato consigliavano ogni anno ogni anno! Il problema è che questa è una bugia scientifica. Dal punto di vista medico è letteralmente una bufala. Non capisco il loro ostinarsi nel voler indurre a tutti i costi una " ipermedicalizzazione " delle persone.

Capisco la ricerca di pazienti o di guadagno ma c'è sempre un limite che, nel caso dei medici, è molto delicato. Il proprio guadagno se la temperatura della prostata da fare o professionale non deve MAI in nessun caso andare contro l'interesse del paziente e se proprio non se la temperatura della prostata da fare a capirlo si usi almeno il buon senso, non si esageri.

Eppure, nonostante qualsiasi conoscenza scientifica, tutte le linee guida mondiali e persino le stesse società scientifiche se la temperatura della prostata da fare urologia di tutto il mondo, consiglino di non effettuare controlli continui della prostata non servono, non salvano la vita, se la temperatura della prostata da fare essere dannosi e persino causare interventi pericolosi e letaliloro insistono e, dopo una campagna che dava consigli avventati, anche quest'anno esce un articolo su una nuova campagna.

Per non fare confusione riporto le linee guida della società europea di urologia alla quale quella italiana dovrebbe fare riferimento che consigliano pag. Ogni caso deve essere valutato singolarmente. Consiglio confermato dalla società americana di urologia: dosaggio ogni 2 anni o più.

Dice la stessa società:. L'idea che controllare spessissimo la propria salute sia un concetto sbagliato lo possiamo applicare in questo caso. La salute va controllata quando c'è un motivo o nei tempi previsti dalle singole situazioni e questo deve dirlo il vostro medicose tutti noi ci controllassimo continuamente saremmo una società malata senza avere nessuna malattia.

Il " molto tempo " è un concetto aleatorio ed è quindi la scienza, in base ai dati che abbiamo, alle evidenze e alle conoscenze, a se la temperatura della prostata da fare a quanto equivale.

Non a caso la tempistica dei controlli varia da caso a caso, da una malattia all'altra, da una persona ad un'altra. Nel caso del Pap test un esame ginecologico che serve a diagnosticare i tumori del collo dell'utero questa tempistica se la temperatura della prostata da fare di un esame ogni 3 anni se la temperatura della prostata da fare persone sane e non a rischio di malattia.

Farlo più spesso non solo non serve a niente non aumenta la possibilità di diagnosi ma espone a rischi interventi invasivi, ulteriori esami, controlli rischiosi, danni, spese, stress Per questo si decide una tempistica utile, che bilanci rischi e benefici, che sia utile al paziente e non ad altri.

Nel caso di prevenzione del tumore alla prostata questa tempistica è stata fissata da tutte le società scientifiche al se la temperatura della prostata da fare in 2 anni se si è a rischio, in 8 anni se non si è a rischio con variazioni da una realtà all'altra ma non esagerate. Il resto sono chiacchiere e pubblicità. Che la campagna "a favore" della prevenzione dei problemi prostatici sia sostenuta da sei anni, dicono nel loro sito da un'azienda farmaceutica che produce farmaci per la prostata è un dato da sapere.

Il "bello" è che in alcuni giornali si dice, a proposito degli uomini italiani, che sarebbero, secondo se la temperatura della prostata da fare. Insomma, per chi crede che le bufale siano solo dei ciarlatani e di chi dice di curare con i magneti, beh, eccone una che proviene dalla medicina che si dice "seria". E ne dico un'altra: non è che i ciarlatani prosperino proprio perché la stessa medicina seria ha spesso l'atteggiamento del ciarlatano?

Alla prossima! Su uomini che fanno il test del PSA, chi ne ha beneficio? E chi danno? Quanti ne salviamo e quanti ne danneggiamo? Scritto da Salvo Di Grazia e pubblicato alle ore Parole di ricerca: prostatascreening. Salvo Di Grazia 27 novembre Paolo Giacometti 2 dicembre Salvo Di Grazia 2 dicembre Marco 27 novembre Nicola Nobili 27 novembre Andrea 27 novembre CimPy 28 novembre Angelo 29 novembre