BPH e il diabete

Understanding Benign Prostatic Hyperplasia (BPH)

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Il diabete mellito è una forma di diabete ovvero un gruppo di disturbi metabolici accomunati BPH e il diabete fatto di presentare una persistente instabilità del livello glicemico del sangue, passando da condizioni di iperglicemia[1] più frequente, a condizioni di ipoglicemia.

Tali malattie sono accomunate dal solo fatto di presentare abbondanti quantità di urinenon presentando infatti cause, né altri sintomi, comuni. Il termine diabete fu coniato da Areteo di Cappadocia 81 - d. In greco antico il verbo diabainein significa "attraversare" dià : attraverso; baino : vado [2] alludendo al fluire dell'acqua, come in un sifone, poiché il sintomo più appariscente è l'eccessiva produzione di urina.

Nel Medioevo la BPH e il diabete fu "latinizzata" in diabètés. L'aggettivo mellito dal latino mel : miele, dolce è stato aggiunto dall'inglese Thomas Willis nel per il fatto che il sangue e le urine dei pazienti diabetici avevano un sapore dolce, caratteristica peraltro conosciuta da lungo tempo dagli Indiani[3] GreciCinesi ed Egiziani. Mentre il primo accenno scritto su un qualcosa assimilabile al diabete lo si ritrova verso il a.

Galeno - la descriveva come una malattia che provocava danni ai reni. La prima divisione per quanto riguarda i due tipi principali di diabete il tipo 1 e il tipo 2 è stata eseguita da Avicenna - intorno all'anno La scoperta del ruolo BPH e il diabete pancreas nel DM è da ascriversi a Joseph von Mering - e a Oskar Minkowski -ricercatori tedeschi che nel osservarono che BPH e il diabete caneBPH e il diabete cui era stato asportato sperimentalmente il pancreas prima della morte, insorgevano i segni e i sintomi del DM.

L'insulina, grazie al lavoro dei ricercatori canadesi Frederick Grant Banting - e Charles Herbert Best -venne isolata nelportando alla deduzione che il diabete era una malattia endocrinologica dovuta alla deficienza di insulina. Il primo paziente fu trattato, da loro e dal loro staff, nel e nelFrederick Banting e John Macleod ricevettero il Premio Nobel per la Medicina.

La distinzione tra quelli che attualmente sono riconosciuti come DM di tipo 1 e DM di tipo 2 è stata fatta nel da Sir Harold Percival Himsworth - e pubblicata nel gennaio Nessun dato. Nel si sono contati nei soli USA più di 18 milioni di persone affette da tale patologia [10] e si calcola che una persona ogni 5 anziani di età superiore ai 65 anni ne sia affetto. Nel si prevedono più di milioni di persone malate. Uno studio sui giovani di anni affetti da diabete tipo 1 ha registrato una maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine, forse dovuta a fattori quali gli ormoni sessuali o una diversa esposizione alle tossine ambientali.

Il DM di tipo 1 esordisce in circa la metà BPH e il diabete casi in età inferiore BPH e il diabete 20 anni proprio per questo in passato veniva chiamato "diabete giovanile" e più frequentemente nel corso della pubertà. Alcuni possono essere derivati da difetti dell'azione insulinica, come l' insulinoresistenza di tipo A, il leprecaunismola Sindrome di Rabson-Mendenhall BPH e il diabete le sindromi lipodistrofiche ; alcune malattie del pancreas possono essere causa del diabete, come nel caso della pancreatitedella fibrosi cisticanell' emocromatosi e nel tumore del pancreas.

Alcune infezioni possono comportare l'insorgere di diabete come la rosolia congenita, il citomegalovirus e il coxackievirus. Fra le numerose patologie genetiche responsabili dello sviluppo del diabete si trovano la sindrome di Downsindrome di Turnersindrome di Klinefeltercorea di Huntingtonsindrome di Laurence-Moon-Biedlporfiria. BPH e il diabete di una predisposizione BPH e il diabete è suggerita dal fatto che, nel caso di gemelli, il diabete Tipo 2 è presente in entrambi in una elevatissima percentuale, molto superiore rispetto a quanto accade per il diabete di Tipo 1.

Probabilmente intervengono difetti a carico di più geni malattia poligenica coinvolti nella produzione di insulina e nel metabolismo del glucosio; il tipo di deficit varierebbe da un paziente all'altro, dal momento che fino ad oggi non è stato possibile identificare anomalie genetiche comuni a tutti i pazienti di Tipo 2.

Malattie come acromegaliasindrome di Cushingipogonadismoglucagonomafeocromocitomaipertiroidismosomatostatinomaaldosteronoma possono essere altre cause.

Tra i fattori di rischio si riscontrano: [17]. Anche l'età favorisce la comparsa del diabete, poiché essa si accompagna ad una riduzione fisiologica del testosterone e IGF-I e quindi a un diminuita sensibilità dei tessuti periferici all'insulina. Questa fase, nota come luna di miele, dura per alcuni mesi, dopodiché i sintomi si presentano nuovamente e permangono stabilmente dando luogo, definitivamente, allo stato di diabete.

Il diabete di tipo 2 ha una eziologia multifattoriale, in quanto è causato dal concorso di più fattori, sia genetici che ambientali. Il riscontro di DM di tipo 2 è BPH e il diabete spesso casuale nel corso di esami di laboratorio a cui il paziente si sottopone per altri motivi, questo perché la patologia si instaura molto lentamente e occorre molto tempo prima che la sintomatologia possa divenire clinicamente manifesta; d'altro canto in molti pazienti sintomi di iperglicemia e glicosuria non compaiono mai.

I fattori causali responsabili eziologici provocano la malattia attraverso il concorso di due meccanismi BPH e il diabete patogenesi : l'alterazione della secrezione di insulina e la ridotta sensibilità dei BPH e il diabete bersaglio muscolo, fegato e tessuto BPH e il diabete alla sua azione insulino-resistenza.

Difetti della secrezione di insulina sono presenti non solo nei pazienti diabetici di Tipo 2, ma molto spesso anche nei gemelli sani e nei familiari di primo grado; in questi ultimi è stata rilevata frequentemente anche resistenza all'insulina. Si pensa pertanto che il diabete Tipo 2 sia preceduto da una fase prediabetica, in BPH e il diabete la resistenza dei tessuti periferici all'azione dell'insulina sia compensata da un aumento della secrezione pancreatica di insulina iperinsulinemia.

Soltanto quando si aggravano sia i difetti di secrezione insulinica sia l'insulino-resistenza in seguito all'invecchiamento, alla obesità, all'inattività fisica o alla gravidanzasi renderebbe manifesta prima l'iperglicemia post-prandiale e poi l'iperglicemia a digiuno. L'obesità viscerale o centrale riveste un ruolo di primo piano nello sviluppo della resistenza all'insulina.

Inoltre nell'obesità, il tessuto adiposo è sede di uno stato di infiammazione cronica a bassa intensità, che rappresenta una fonte di BPH e il diabete chimici, che aggravano la resistenza all'insulina. Di conseguenza, i markers di infiammazione, come interleuchina 6 e proteina C-reattiva, sono spesso elevati in questo tipo di diabete.

Il glucosio rappresenta la più importante fonte di energia per le cellule del nostro organismo e proprio per questo, oltre ad essere utilizzato immediatamente, viene anche immagazzinato in riserve di glicogeno.

Il glucosiodunque, dal sangue nel quale viene disciolto dopo il processo di digestione degli alimenti deve essere trasportato all'interno delle cellule per essere utilizzato e immagazzinato. L' insulina è il principale ormone che regola l'ingresso del glucosio dal sangue nelle cellule principalmente le cellule muscolari e adipose ; non nelle cellule del sistema nervosoil BPH e il diabete di secrezione insulinica o l'insensibilità alla sua azione sono proprio i due meccanismi principali attraverso cui si espleta il DM.

La gran parte dei carboidrati nel cibo viene convertita entro un paio di ore in glucosio. La ridotta capacità dell' insulina di agire in maniera efficace sui tessuti bersaglio muscoli e fegato è la caratteristica principale del DM di BPH e il diabete 2 e viene chiamata insulinoresistenza.

Si tratta di una resistenza "relativa" in quanto livelli sovrafisiologici di insulinemia provocano una normalizzazione della glicemia. La resistenza cronica all'insulina è definita come un fabbisogno giornaliero di insulina superiore a Ui per parecchi giorni in assenza di infezione o chetoacidosi. Le cause più comuni sono rappresentate dall' obesità e da anticorpi antinsulina di tipo IgG. La conseguenza più importante è il mancato controllo della glicemia.

In quasi tutti i pazienti diabetici, entro i 60 giorni dall'inizio della terapia insulinica, si sviluppano anticorpi. Si pensa che il loro legame all'insulina sia la causa più importante di severa resistenza, ma la correlazione fra il titolo anticorpale e la resistenza non è sempre stretta.

Studi recenti individuano come una precoce terapia insulinica possa scongiurare una progressione delle due forme di diabete, per questo l'assunzione di zuccheri deve essere diminuita. Nella patogenesi del progressivo deficit della secrezione insulinica hanno un ruolo determinante la necrosi BPH e il diabete l'apoptosi della cellule beta, alle quali concorrono la dislipidemia lipotossicità e la iperglicemia cronica glucotossicitàattraverso meccanismi biochimici complessi, che, tra l'altro, provocano un aumento della produzione di radicali liberi stress ossidativoun disaccoppiamento della fosforilazione ossidativa mitocondriale e alterazioni BPH e il diabete reticolo endoplasmatico stress reticolare.

Tra le più importanti complicanze acute del diabete si possono annoverare la chetoacidosi e l'iperosmolarità iperglicemica. La concentrazione eccessiva di corpi chetonici nel sangue BPH e il diabete dovuta alla carenza di insulina e al conseguente eccesso di glucagone ; è BPH e il diabete del DM di tipo 1 e scatenata da forti stress infezioni, traumi, interventi chirurgici.

In questa fase non va commesso un errore molto comune: pensare di trovarsi BPH e il diabete fronte a una patologia gastroenterica e conseguentemente sospendere la somministrazione di insulina. Caratteristico del DM BPH e il diabete tipo 2, si osserva per lo più in pazienti anziani, nei quali la condizione diabetica è aggravata da eventi ricorrenti per es. Sintomi: stato confusionale fino a coma e, se non trattato, morte che comunque sopraggiunge anche nella metà dei pazienti tempestivamente trattati.

La chetoacidosi è assente, forse perché la BPH e il diabete di insulina nella vena porta è sufficientemente alta da prevenire la piena attivazione della chetogenesi epatica. I livelli sierici degli acidi grassi liberi sono generalmente più bassi che nella chetosi del DM I.

Anche l'insulina è necessaria, ma a dosi più basse rispetto al coma chetoacidosico del DM I. La prima classificazione prevedeva una distinzione sulla base dell'età distinguendosi diabete giovanile dal diabete dall'età matura [28] poi nel Irvine propose una classificazione che riguardava la presenza di anticorpi antiinsulina-pancreatica rivelati o meno durante la diagnosi della malattia, ipotesi che fu presto scartata per vari problemi.

Altra classificazione che ebbe notevole diffusione in passato fu quella per stadi, che divideva la patologia in 4 fasi: [30]. Nel il National Diabetes Data Group propose una classificazione [31] ripresa in seguito dalle più grandi organizzazioni a livello mondiale nel l' OMS e la società Europea per lo studio del diabete con riguardo all' eziologia di stampo immunologico.

Oltre alle due forme principali esistono altre forme, identificate dall'associazione americana del diabete, definite come secondarie ad altre patologie. Per confermare un sospetto clinico di DM, è necessario che sia soddisfatto uno dei seguenti criteri varati dall' OMS : [26].

La positività a uno dei suddetti test va confermata con l'esecuzione di almeno un altro dei due rimanenti, questo per porre con certezza pressoché assoluta diagnosi di DM. L'emoglobina A1 non è considerato un test diagnostico sufficiente. Le linee guida per attuare una razionale terapia in caso di DM non complicato prevedono l'adozione da parte del paziente di uno stile di vita dieta ed esercizio fisico adeguato e funzionale al trattamento farmacologico impostato.

Senza voler prescindere dall'importanza di una BPH e il diabete con apporto limitato di zuccheri semplici, studi recenti individuano come una precoce terapia insulinica possa scongiurare una progressione del diabete di tipo 2 in una percentuale maggiore che non gli ipoglicemizzanti orali. Molti studi hanno evidenziato l'importanza del cambiamento dello stile di vita nelle persone affette da diabete mellito, [43] inoltre sembra che l'allattamento al seno riduca la possibilità di sviluppare il diabete da adulti.

Un regime dietetico in cui i rapporti tra carboidratiproteineacidi grassi saturi e insaturi siano ben controllati è fondamentale affinché la terapia farmacologica riesca a controllare efficacemente la glicemia. Anche alcuni composti BPH e il diabete derivazione naturale, spesso derivati da piante officinali, hanno mostrato in degli studi di esercitare un effetto positivo nel controllo BPH e il diabete glicemia, specie se concomitante ad altre sindromi metaboliche, ma per ora per nessuno di essi BPH e il diabete sono raggiunte sufficienti evidenze da essere raccomandati nelle linee guida ufficiale per il trattamento della patologia.

Tra questi vi sono l' inositologli estratti di Jiaogulanil sulforafanola lagerstroemia speciosa. Il diabetes prevention programDPP, letteralmente il programma di prevenzione del diabete ha dimostrato che un modesto esercizio fisico giova soprattutto alla forma DM2 nella maggioranza dei casi [45] indicando come un esercizio fisico della durata di 30 minuti circa per 5 giorni alla settimana possano produrre effetti positivi, sia a livello di prevenzione che per quanto riguarda il ritardarsi dei possibili effetti.

La diminuzione del peso conseguente all'esercizio svolto è un altro incentivo visto che la riduzione del peso corporeo è un intervento basilare nella terapia del diabete di BPH e il diabete 2. Basandosi sulle indicazioni del proprio medico curante ed eventualmente sui riscontri glicemici è quindi necessario apportare i dovuti cambiamenti alla terapia insulinica tenendo conto di tali informazioni.

Nel DM di tipo 1, nel quale esiste carenza assoluta di insulina BPH e il diabete, e nel DM di tipo 2 resistente alla terapia dietetica e agli antidiabetici orali BPH e il diabete ormone deve essere somministrato come terapia sostitutiva mettendo in atto un protocollo di terapia insulinica.

Oggi si BPH e il diabete insuline umane ricavate per sostituzione aminoacidica dell'insulina suina o prodotte da ceppi di Escherichia coli con opportuni inserimenti genetici.

Esistono diversi tipi di preparazioni insuliniche classificate solitamente in base alla loro durata d'azione:. La somministrazione di insulina avviene mediante iniezione nel tessuto sottocutaneo preferibilmente dell' addome. Lo schema terapeutico più vantaggioso prevede tre iniezioni di insulina regolare da somministrare prima dei pasti. A queste è utile associare prima di cena o prima di coricarsi un' insulina ad azione intermedia per coprire il fabbisogno notturno.

Altri protocolli prevedono un'iniezione quotidiana di un analogo dell' insulina glargine o detemirche copre il fabbisogno basale, ed iniezioni ai pasti di insulina ad azione rapida o ultrarapida. Le insuline ad azione rapida permettono un più efficace controllo della glicemia postprandiale ma risultano meno efficaci nel mantenimento della glicemia nel corso dell'intera giornata; le insuline ad azione intermedia non sono risultate soddisfacenti per via del rischio concreto BPH e il diabete ipoglicemie durante le prime ore della notte e di iperglicemia al risveglio.

All'occorrenza cioè principalmente ai pasti ma anche per correggere eventuali iperglicemie l'apparecchio eroga un bolo, cioè una dose unica, regolabile in base alle necessità terapeutiche contingenti. Poco tempo fa la FDA ha approvato la commercializzazione negli Stati Uniti di una forma di insulina da assumere per via respiratoria.

Le varie preparazioni servono a rendere più flessibile la terapia insulinicaadattandola alle differenti richieste metaboliche dei pazienti. Sono disponibili 4 categorie di ipoglicemizzanti orali :. Il trapianto del pancreas ha come obiettivo quello di ridurre il bisogno di insulina esogena eliminando al contempo alcune delle manifestazioni più pericolose come iperglicemia e ipoglicemia, [48] i risultati sono soddisfacenti [49] ma solo in determinati pazienti, per via della terapia immunosoppressiva che potrebbe risultare pericolosa.

Il trapianto di isole di Langerhans HLA compatibili per via portografica ha dato risultati promettenti, sebbene ancora in studio. Necessita comunque di immunosoppressione. BPH e il diabete fasi sono quelle di estrazione, isolamento e purificazione delle isole di donatore cadavere e quindi trapianto mediante infusione lenta attraverso la vena porta. Le isole vanno a finire negli spazi portali tra le cellule epatiche. Il trapianto di isole è correlato a un miglioramento dell'uremia. Una scoperta abbastanza recente che sta suscitando interesse da parte della comunità scientifica è rappresentata da un miglioramento del DM2 dopo BPH e il diabete di chirurgia bariatrica [51]con le seguenti percentuali:.

La posizione dell'American Diabetes Association è che gli interventi chirurgici per trattare l'obesità possono in alcune situazioni essere favorevoli a miglioramenti nel diabetico. Tuttavia gli studi di lunga durata rimangono limitati, poiché i pazienti BPH e il diabete sono BPH e il diabete elevato rischio per la mortalità cardiovascolare postoperatoria. Il controllo continuo della terapia è obbligatorio nel DM in quanto il paziente rischia di non rendersi conto dell'eventuale inadeguatezza della terapia o della dieta, essendo il DM patologia che decorre asintomatica per lungo tempo.

Classicamente il follow-up lo esegue BPH e il diabete paziente stesso attraverso il glucometro : effettuando una serie di dosaggi del proprio livello glicemico durante tutta la giornata eventualmente anche durante la BPH e il diabeteverifica che i valori siano correttamente mantenuti dalla terapia in atto.

Il paziente deve verificare la correttezza del regime terapeutico adottato e del proprio stile di vita ed il medico ha l'obbligo e il diritto di verificare l'efficacia dei presidi messi in atto; proprio per questo ai controlli quotidiani si associa un controllo periodico di tipo ambulatoristico-strumentale della emoglobina glicata e delle proteine plasmatiche glicate riunite sotto il termine " fruttosamina ".

Questi dosaggi si basano sul legame irreversibile e non enzimatico glicazione glucosio - emoglobina e glucosio - proteine plasmatiche che avviene proporzionalmente al livello glicemico. L' emoglobina ha una lunga emivita BPH e il diabete giorni e si è visto che la sua glicazione rispecchia l'andamento glicemico delle ultime settimane.